Ogni dicembre, quando scegliamo la Persona dell’Anno, non intendiamo celebrare chi ha avuto successo o è diventato un’icona, ma chi è riuscito a lanciare un chiaro messaggio, un segnale. Quest’anno il segnale arriva da Madrid e porta il nome di Pedro Sánchez, premier della Spagna, al quale abbiamo dedicato la copertina di questo numero.
La scelta nasce da un dato innegabile: mentre molte economie europee arrancano, quella spagnola continua a correre. Nel 2023 il Pil è cresciuto del 2,7 per cento, nel 2024 del 3,5 per cento, e il 2025 – secondo le stime ormai semi-definitive della Commissione europea – chiuderà con un +2,9 per cento. Numeri che non si vedono in nessun’altra grande economia dell’Unione, soprattutto se comparati allo “zero virgola” di Italia e Germania.
Come scrive Carlo Cottarelli, il confronto con l’Italia è impietoso: entrambe le economie hanno creato posti di lavoro, ma solo la Spagna è riuscita a trasformare quella nuova occupazione in una crescita robusta, tanto che oggi l’economia spagnola rappresenta da sola il 40 per cento dell’aumento del Pil dell’intera area euro. E con 22 milioni di persone impiegate, ha raggiunto il record storico di sempre.
Sánchez, nell’ampia intervista di Felice Florio, sul numero in uscita il 12 dicembre, sintetizza così la sua lettura: «Il successo della Spagna rappresenta una sconfessione totale delle ideologie neoliberiste predominanti in molti governi europei e occidentali». Un’affermazione netta, che spiega non soltanto una performance economica, ma una chiara e determinata visione politica.
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